Sweden, I (probably) love you

Non mi collegavo al blog da talmente tanto tempo che non mi ricordavo più nè username nè password. Poi magicamente accedo ed è pure cambiato tutto!

Beh, chiari indizi che ci sia bisogno di togliere le ragnatele, oppure di abbandonare in tronco come ho pensato più e più volte di fare.

Mentre decido se mi piace di più la soluzione A o la soluzione B, provo a scrivere qualcosa di nuovo.

Dal momento che questo blog è stato pensato per trattare diversi argomenti di mio interesse e non solo di cucina vegana (ambito in cui non sono proprio un geniaccio!), proviamo a vedere se attiro un po’ di lettori scrivendo della mia nuova magnifica patria*!

Benvenuti in SVEZIA.

Svezia civile, buona, fredda e avanti mille secoli luce. Ecco, non è proprio così.

Svedesi bell*, alt*, biond* e con gli occhi azzurri. Ecco, non è proprio così.

Ok, si, la maggior parte della popolazione svedese è alta, bionda e ha gli occhi azzurri. E’ proprio per questo che io sono una strafiga qua: grazie svedesi banalmente fighe! :D

E si, la Svezia è avanti (come si fa a non essere avanti rispetto a…. per esempio… l’Italia?), abbastanza civile e buona con qualche pecca qua e là, insomma è piena di cose buone e di cose non buone come tutti i posti di questo mondo (eccetto il mio letto quando ho sonno).

E’ la prima volta che mi ritrovo a scrivere della Svezia dopo quasi due anni che ci vivo e vorrei dire tante cose. Non voglio parlarne nè troppo bene nè troppo male e ci sarebbe molto da dire.

Intanto ieri ho trovato questo video che mi ha fatto sorridere e che riprende anche una ricerca/presentazione che ho fatto per l’università l’anno scorso. S’è capito quindi che una delle cose che mi piace di più della Svezia è la lingua che NO! Non suona come il tedesco!

Parlando di espressioni della lingua svedese che non si possono tradurre con singole espressioni in inglese stavo pensando alle cose strane della Svezia, ma per me sono talmente normali e quotidiane che non saprei cosa elencare. Mi ricordo quando i miei genitori son venuti in visita che non riuscivano a raccapezzarsi all’entrata dei treni e dei metro e sulle scale mobili. Non penso sia una prerogativa solo svedese, penso sia una cosa da Paesi intelligenti: prima di entrare nel metro o nel treno si fa scendere la gente! Una cosa che mi fa incazzare non poco quando sono in Italia dove tutti all’attacco del treno non capiscono che se avessere quei 5 secondi di pazienza necessari, il mondo sarebbe più bello, sorridente, tranquillo e anche on time! Stesso discorso sulle scale mobili: si “viaggia” sulla destra, e sulla sinistra si lascia spazio alla gente che ha fretta: i miei genitori, da italianissimi, non ce l’hanno fatta nemmeno una volta a ricordarselo! :D

A questo punto mo sembra più di elencare le differenze con l’Italia, oppure di sottolineare cosa odio dell’Italia: in particolare odio la gente che sale sui treni a c***o o che entra nelle stanze prima di far uscire chi deve uscire. Per me questa è già una buona ragione per vivere una vita più serena!

L’altro giorno, durante una breve capatina al paesello natale, abbiamo messo a prova la cassiera del supermercato. Così come è d’uso in Svezia, abbiamo disposto i prodotti sul rullo stando ben attenti a rivolgere il codice a barre nella direzione del lettore della cassiera. Poi abbiamo scommesso che la cassiera sarebbe stata molto più veloce, ma che non se ne sarebbe accorta. E così è accaduto! Vedi che non sono così scemi sti svedesi! Per di più mia madre, che per lavoro tratta incidenti e malattie sul lavoro, ha constatato che bisognerebbe introdurre questa cosa anche in Italia dal momento che ci sono un sacco di casi di cassiere con problemi ai polsi dovuti alla continua rotazione della mano (non ho la minima idea del nome di questa “malattia”). Poi abbiamo pensato che introdurre questa cosa in Italia non farebbe che peggiorare lo stress generale del nostro Paese, mi immagino clienti che aggrediscono il cassiere dicendo “Già devo fare la spesa, già devo dare da mangiare ai miei bambini, già devo forzarli a venire a casa dall’asilo, già ho lasciato la macchina in seconda fila, già mio marito mi tradisce, se li metta lei i prodotti nel verso giusto!” (chiaramente senza specificare dove). No, in Italia non funzionerebbe.

Insomma, tutto per dire che non mi è mai capitato, ma ho sentito di gente (non svedese) a cui è stato fatto notare che bisogna disporre i prodotti per il verso giusto. A prova di questo, in alcuni supermercati c’è un cartello che invita i clienti a fare questo piccolo sforzo chè tanto loro starebbero lì in piedi ad aspettare con le mani in mano. Alla fine, se ci pensi, non è una cosa affatto stupida.

Una vera rottura della Svezia è invece la vendita di alcolici: non autorizzata sopra la gradazione di 3.5 nei supermercati e store vari, autorizzata solo ed esclusivamente al Systembolaget che chiaramente fa degli orari del cavolo! Vabbè, meglio, coi prezzi che corrono, è solo un risparmio!

In conclusione sto post non ha nè capo nè coda nè ragione di esistere, nella brodaglia ci metto anche una foto: ieri sono stata a Drottningholm, un stenkast** da dove abito

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Ciao, torno a guardare il telegiornale, oggi è stata la prima volta che li ho sentiti parlare dell’Italia***.

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*No, non è la mia patria, magari lo fosse, avrei risolto molti problemi contro cui sto lottando da quasi due anni.

** ett stenkast: letteralmente “un lancio di sasso”, una distanza molto ridotta.

*** appena prima di partire per la mia pausa italiana ci sono stati due giorni in cui pareva che la notizia più importante era che c’erano delle buche nell’asfalto su una tale strada. Sono arrivata in Italia e sembrava di guidare in un cratere, ma nessuno se ne sbatte. Fa’tte!

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