non adatto a biotecnologi e amanti dei fast-food.

da: C. Platania, “Labirinti di gusto. Dalla cucina degli dèi all’hamburger di Mc.Donald”

“[…] Ripercorrendo la storia delle pratiche alimentari, riusciamo a cogliere aspetti fondamentali della vita degli uomini e delle donne e del contraddittorio rapporto con la natura, a comprendere la strutturazione sociale e simbolica della differenza di genere e di classe.

Ancora, vi leggiamo teorie, simboli, vicende del rapporto degli individui con il proprio corpo, delle società con l’indicibile presenza dei corpi sessuati di donne e uomini; il complicato intreccio tra negazione del fardello terrestre pesante per l’anima ed esaltazione della fisicità e della potenza, tra mortificazione dei piaceri e dei desideri, controllo di Sé e controllo sociale, scelte di liberazione.

Ma, nell’epoca del controllo capitalistico sull’intero processo vivente naturale, questo “divenire” è messo in discussione e, con esso, lo statuto antropologico umano. Assistiamo, quasi senza rendercene conto, alla riduzione a merce dell’intera sfera riproduttiva, al commercio dei corpi, contenitori di pezzi di ricambio umani, alla mercificazione del corpo femminile, distributore di ovuli o incubatrice di desideri altrui, alla manipolazione di ogni seme di vita e di saperi millenari ridotti a brevetti industriali. Mentre i teorici del post-umano annunciano l’avvento di un completo controllo biotecnologico sui corpi, affermano con scientifica arroganza che i nostri sensi, il nostro stare al mondo e relazionarci con l’Altro non sono altro che interazioni biochimiche e determinazioni di impulsi elettromagnetici; negano ogni mediazione della cultura, della società, delle passioni; profetizzano persino l’imminente scomparsa della differenza di genere; scivoliamo, quasi senza accorgercene, verso una sorta di deprivazione sensoriale, particolarmente evidente nell’impoverimento dei sapori e nella standardizzazione del gusto.

Se il logos si è espresso nell’equilibrio del simposio greco e la modernità ha finito per passare frettolosamente da un fast food, quale sarà il cibo post-umano? Pillole senza sapore saranno in/corporate da cyborg, corpi ripetibili di carne e microchip? Oppure, se il post-umano è già adesso, pasti pronti infarciti di grassi idrogenati riempiono i microonde di chi non può permettersi un fegato di ricambio, mentre una élite post-umana ammira sul piatto costose creazioni stellate all’idrogeno e azoto.”

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